giovedì, aprile 19, 2007

Tesi Universitarie: una su cinque è "falsa"... un laureato su cinque è una mela marcia nella nostra economia... (!)

Secondo un recente studio, il 20% degli studenti universitari, uno su cinque, si rivolgerebbe ad agenzie o privati per la stesura della tesi, e non per avere un aiuto o una consulenza, ma per acquistarla direttamente. ProntoConsumatore.it ha intervistato uno "scrittore di tesi" professionista.

Se qualcuno scrive una tesi al posto di un altro, commette reato di falso ideologico. Per chi se la fa fare, oltre all'imputazione per falso ideologico, c’è anche il ritiro del titolo di laurea.
Nonostante questo, è boom delle tesi su commissione: secondo una ricerca di studenti.it, uno studente universitario su cinque fa ricorso a società di consulenza o privati per la tesi di laurea.
Basta una mail o una telefonata per ricevere il tariffario e la disponibilità alla redazione della tesi.
Il tariffario va
da 1.200 euro a quasi 6000 euro.
Naturalmente nel contratto non si nomina mai la parola “tesi”, ma si parla di servizi quali “bozze di studio” o “ricerche”.
Gli utenti che si rivolgono alle società di consulenza sono nella maggior parte dei casi studenti universitari lavoratori, ma sono in crescita gli studenti “normali” che non hanno voglia di impiegare troppo tempo per la tesi.
Le società di consulenza, piccole e grandi, la fanno da padrone, con tariffe spesso molto alte, ma non mancano i “freelance”, privati cittadini che affiancano al proprio mestiere anche quello di “scrittori di tesi”.

Ne abbiamo intervistato uno. R.N., trentasei anni, non toscano ma residente a Firenze, scrive tesi per lavoro.

Come ha cominciato a svolgere questa attività?
“Dando ripetizioni: una volta un mio studente mi ha chiesto una mano per la tesi, ed è andata a finire che gliel'ho fatta tutta io. Da lì mi è venuta l'idea, tanto che adesso nei foglietti che attacco qua e là per pubblicizzare la mia attività, la prima voce è ‘Serve aiuto per la tesi?’”

Ed è solo un aiuto?
“Alcuni si rivolgono solo per la rilettura, per l'editing. Ma sono rari: di solito va a finire che la tesi la scrivo tutta io”.

Quanto prende per una tesi?
“Dipende dal lavoro. Per le tesi quinquennali prendevo 600 euro, anche se poi il prezzo varia a seconda del lavoro svolto: ovviamente più la tesi è affine al mio campo meno tempo ci impiego.
Ultimamente lavoro soprattutto con le tesine triennali (quelle del "nuovo ordinamento" n.d.r.), che sono più brevi e semplici, e quindi meno costose, sui tre-quattrocento euro. Intendiamoci: non ci faccio i soldi, ma è meglio che dare ripetizioni, lavoro da solo, c’è molto meno stress”.

Farà tesi solo nel suo campo...
“Assolutamente no: a parte le tesi squisitamente tecniche, copro praticamente tutte le facoltà umanistiche e parte di quelle scientifiche”.

Com'è possibile scrivere tesi universitarie degli argomenti più disparati?
“Semplice: grazie a internet. La rete è piena di fonti e enciclopedie on-line, e dove non arriva Internet, partendo dalle bibliografie posso arrivare ai testi necessari; in ogni caso cerco di evitarlo e faccio tutto via Internet, perchè la cosa è molto più veloce.
Si tratta solo di fare molti copia-incolla, poi tagliare quelli superflui e infine dare un minimo di organicità: basta un po' di flessibilità mentale. Capita anche di raccogliere prima tutti i materiali su un determinato argomento e decidere successivamente il sommario della tesi.
Chiaro che per alcune facoltà più specifiche il lavoro è più duro perché c’è da lavorare su fonti di settore, ma una volta che ci si è fatta l’abitudine non è difficile.
Va detto poi che dopo l’avvento delle lauree triennali in alcune facoltà le tesi sono diventate quasi ricerche da liceo”.

E la qualità del lavoro che fine fa?
“E' ovvio che chi si rivolge a me non sta facendo una tesi di ricerca né ha l'ambizione di scoprire qualcosa di nuovo, e nella maggior parte dei casi neanche è interessato a un buon voto finale: gli interessa solo laurearsi alla svelta. Le mie sono tutte tesi compilative, comunque non credo che siano peggiori di quella che la stessa persona farebbe da sola: altrimenti non si rivolgerebbe a me”.

Non crede che ci sia il rischio, per lo studente, di essere scoperto?
“E come? Sfido chiunque a trovare uno studente che non abbia usato Internet per la stesura della tesi. Dopo l'avvento delle ‘tesine’ del nuovo ordinamento, come le ho detto, le aspettative dei professori si sono ulteriormente abbassate, e quindi nessuno si sorprende a trovarsi tra le mani materiale banale o un po' risaputo; io in ogni caso cerco di offrire un prodotto pulito. Non profondo e certamente neanche nuovo, ma pulito, ripeto. Roba leggibile”.

Conosce altre persone che fanno il suo stesso lavoro?
“Qualcuno si, anche per grandi agenzie. C'è anche chi fa prima di me, imbrogliando oltre all’Università anche lo studente suo cliente.
Vi spiego il trucco: molte tesi sono consultabili o addirittura acquistabili on-line da siti specifici. Il collega sonda le intenzioni dello studente e scarica una tesi a tema, poi gliela propone: se gli piace, lo studente la propone al professore come se avesse avuto l'idea lui.
A quel punto il tesista non deve fare altro che fare qualche modifica qua e là e venderla allo studente: un lavoro da un paio di giornate al massimo. Io però non lo faccio: le mie tesi sono composte con materiali presi sì da internet, ma originali”.

Fonte: ProntoConsumatore.

6 commenti:

Giovanni ha detto...

premettendo che sono uno studente universitario volevo dire a tutti quelli che usano questi "mezzucci" per laurearsi che fanno SCHIFO! Poi si dice che l'Italia è la più ignorante d'Europa! Ci credo! Guarda la gente che fa....posso capire chi fino alle superiori non aveva voglia di fare niente e copiava a dismisura tutto ciò che gli passava fra le mani, ma all'università NO! Non si può avere un comportamento del genere! è da incivili! E poi, dopo essere stati magari per più di 5 anni in università proprio alla fine, al momento decisivo, al posto di far vedere quanto valete(sempre SE valete qualcosa) facendo una tesi con le vostre mani, andate da uno come R.N.(senza offesa, anzi tanto di cappello per essersi ingegnato a trovare fonte di guadagno in questo modo)e vi fate fare la tesi da lui? MA NON VI VERGOGNATE NEANCHE UN PO'???? MAH....che scandalo!

Anonimo ha detto...

Credo che il sistema sia noto ormai da decenni ma tutti fanno finta di non sapere.Poi non lamentiamoci se i medici fanno "errori" la Giustizia non è in grado di funzionare e i politici, in genere, sono degli incapaci (per usare un eufemismo).
Chi è causa del suo mal...pianga se stesso. NIENTE DI NUOVO SOTTO LO STELLONE ITALICO

Anonimo ha detto...

Credo che la percentuale sia molto più alta! Il peggio non è la tesi, ma il fatto che nelle università italiane si laureano in grande percentuale dei somari che poi domani ci troveremo di fronte come "professionisti". Quanti medici, avvocati, commercialisti, architetti o ingegneri conmoscete che non sono in grado di svolgere con competenza il proprio lavoro? Cosa succede ai malcapitati che si rivolgono a loro? La colpa di tutto ciò è dei politici e dei "baroni" delle università che accettano di portare avanti le mele marcie solo perché sono figli di amici professionisti affermati e potenti e quindi devono "ereditare" lo studio del padre! Queste mele marce si troveranno già inserite in un sistema che li vedrà vincenti a danno di persone più valide che non avendo santi in paradiso rinunceranno ai propri sogni e si daranno a professioni o mestieri meno soddisfacenti socialmente ed economicamente. Così quando un comune cittadino avrà bisogno di curarsi o di farsi assistere da un avvocato ecc. molto spesso pagherà sulla propria pelle il malfunzionamento del sistema universitario che non premia i meritevoli!!!

bary ha detto...

volevo solo capire perchè tutta la scuola frequentata precedentemente all'università sia così inutile rispetto da potersi permettere tranquillamente non aver voglia di fare niente e copiare a dismisura tutto ciò che si ha fra le mani... partendo da questo presupposto non vedo perchè una persona debba comportarsi diversamente all'università, visto che questa è l'educazione ricevuta, nonchè metodo di studio ecc...

fosse così potremmo mettere l'università dopo le medie...

e poi.. bè.. i nullafacenti all'università purtroppo sono quelli che permettono alle università di sopravvivere, visti i finanziamenti e il sistema organizzativo e amministrativo... chissà se anche solo la metà delle tasse pagate dagli studenti (e dalle rispettive famiglie) va veramente a contribuire all0istruzione nazionale.. o finisce direttamente nelle tasche dei soliti furbetti del quartiere...

carlo ha detto...

Secondo me fanno bene a farsi fare la tesi. Nella vita bisogna essere furbi. Tanto il genio se la fa da solo. Ma la persona di intelligenza normale che si iscrive all'università per poi avere uno stipendio più alto, se ne frega degli esami, della tesi e compagnia bella. Interessa soltanto lo stipendio e sentirsi realizzato. Tanto il genio difficilmente andrà a lavorare: i geni vengono assorbiti dalle università o dai centri di ricerca. Io faccio ing inforamtica a Pisa ma ancora non ho finito. Gli esami sono troppi e troppo difficili. Non isegna niente l'università. Gli esami sono difficili apposta per fermare gli studenti. Più si fermano in facoltà più pagano tasse più l'università stessa viene finanziata dalle tasse. E' così il giochetto. E quindi non dovete meravigliarvi se la gente trova escamotage. Anche io su 10 esami dati, 7 gli ho copiati facendomeli passare o copiando dal foglio dei miei colleghi studenti. Gli altri 3 non so proprio come ho fatto anche perchè io in matematica sono sempra stato duro. Ma mica perchè non sono intelligente: il perchè è che i prof non sanno insegnare. Comunque sono il primo a dire che ci vuole un sistema meritocratico.

Anonimo ha detto...

Mah.. e io che mi sento in colpa perchè nella mia tesi ( che oltre ad essere compilativa è anche storica) sto ricopiando un pò troppo dalle fonti e mi sembra che si stia trasformando in un copia&incolla gigante...ma io mi domando.. laurea a parte,c'è nessuno che è interessato a fare un bel lavoro,solo per la soddisfazione personale di aver fatto qualcosa di buono??Certo,io non dico di perderci 2 anni di tempo sopra,ma da qui a farsi fare la tesi da qualcun'altro...insomma,di mezze misure ce ne son tante!
Ma perchè si deve per forza fare l'università quando non c'è nessuna passione,nessun interesse alle spalle? Il titolo di dottore alla fine cosa ci darà se quello che diventeremo non ci interessa e non ci appassiona? Uno stipendio più alto? Una posizione sociale migliore? Ma non sarebbe meglio fare il meccanico, il fruttivendolo,o la parrucchiera e farlo con passione, piuttosto che voler per forza essere dottori in qualcosa e non avere nemmeno la voglia e l'interesse di scriversi da soli la propria tesi di laurea??
" dove sono andati i tempi di una volta,per giunone, quando ci voleva,per fare il mestiere,anche un pò di vocazione" F. DE ANDRè